Silvestro Lega e i Tableux Vivants a Modigliana

Sono rimasto sbalordito alla Festa dell'Ottocento a Modigliana.
Mai avrei pensato di vedere una qualità e una bellezza così predominante in un Borgo della Romagna.
Un'immersione nella realtà vissuta dell'Ottocento attraverso gli occhi del pittore Silvestro Lega.
Sono i Tableux Vivants (Quadri Viventi): uno o più attori che rappresentano una scena che appare la stessa del quadro di Silvestro Lega.
Un intero paese che si mobilita tutto l'anno per trovare la persona, sia bambino o bambina che ragazzo o ragazza, oltre agli adulti, che ha le stesse fattezze delle persone del quadro, è qualcosa di stupefacente!
E poi si mettono in posa riproducendo lo stesso sfondo coreografico per noi visitatori.
Fantastico, ve lo garantisco!
Si crea un'identità fra gli attori con un orgoglio di essere presenti a rappresentare la storia di Modigliana.
Si trovano poi personaggi come: Giuseppe Garibaldi, Don Giovanni Verità e perché no: Silvestro Lega!
E li penseresti come attori professionisti tanto sono entrati nella parte!
Eppure ripensandoci mi viene un briciolo di amarezza per l'enorme potenziale che attende di essere ancora scoperto attraverso e facendo leva a questa manifestazione.
Proprio in questi giorni il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale (DiVa) del Ministero della Cultura presentava un convegno:
"Il ruolo della cultura e della creatività come leve strategiche per la rigenerazione dei territori, la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile. Un confronto tra istituzioni, amministrazioni e operatori culturali dedicato alle politiche, agli strumenti e alle esperienze che mettono il patrimonio culturale al centro delle trasformazioni urbane e territoriali."
Sempre in questi giorni Happennino alla fine del suo festival traeva le seguenti conclusioni:
"La cultura e lo scambio culturale sono a tutti gli effetti dei requisiti essenziali per rendere vivibili i luoghi marginali."
L'unica cosa che mi fa bene sperare è la collaborazione di un artista come Giorgio Cavina all'interno del Museo Don Giovanni Verità, coadiuvato da una corale che ricerca nel suo repertorio le radici storiche- romagnole troppo presto dimenticate.
Stay tuned!
Giorgio Gatta

.jpg)








