L'Africa di ogni giorno

La mostra è a disposizione gratuitamente di quanti intendano proporla in qualunque città d’Italia.
Inserito da Michele Dotti giovedì 09 febbraio 2017

Voglio presentarvi oggi una mostra fotografica realizzata qualche anno fa insieme a Francesco Casarola, autore delle splendide foto esposte.

Io ho curato i testi, frutto di una selezione di proverbi, citazioni e riflessioni sui temi trattati nelle quattro sezioni della mostra.


L’idea di una mostra sulla quotidianità del Burkina Faso nasce da una lunga esperienza di viaggio da parte di alcuni volontari legati al mondo della cooperazione internazionale con l’ONG Mani Tese e del turismo responsabile con l’Associazione T-ERRE.


Siamo partiti dalla consapevolezza che l’immagine esclusivamente negativa offerta sull’Africa dai mass-media non corrisponde alla realtà nella sua interezza e complessità. Questo rischia spesso di favorire la creazione di stereotipi e pregiudizi che non facilitano un fecondo dialogo interculturale.


La mostra ha l’obiettivo di stimolare non solo le coscienze ma anche di far vibrare le corde dell’animo e promuovere così attraverso un’emotività positiva un desiderio di incontro fra i popoli e le culture.


La mostra di articola in quattro sezioni ciascuna delle quali rappresenta simbolicamente un aspetto della cultura burkinabé su cui intendiamo portare l’attenzione:

  • Capelli: le straordinarie pettinature africane come simbolo della capacità di “prendersi cura” delle cose e delle persone;
  • Alberi: come simboli della forza e della capacità di resistere anche nei momenti più difficili;
  • Colori: come espressione della gioia di vivere nonostante tutto;
  • Progetti: come capacità di guardare al futuro e impegnarsi affinché esso sia sempre migliore.

Sono tutti simboli il cui valore educativo è universale e va oltre le frontiere del paese rappresentato nelle foto.


La mostra, promossa da Mani Tese in collaborazione con T-ERRE e con la Campagna “Chiama l’Africa” è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Cervia.

E’ composta da 56 pannelli 35x50 cm, 8 pannelli 50x70 cm e 16 striscie 25×10 cm ca. con i testi.

La mostra vuole essere un “seg taaba” -per usare un’espressione della lingua mooré del Burkina Faso usata per indicare luoghi come il pozzo o il mulino- cioè un “luogo di incontro”, un punto di partenza per sviluppare una sensibilità diversa sull’Africa e più in generale nell’incontro con l’altro.


E’ a disposizione -gratuitamente- di quanti intendano proporla, in qualunque città d’Italia.


Per info: info@micheledotti.it

 

 

Michele Dotti

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